ISTITUTO
COMPRENSIVO "A.MANZONI" - CORMANO
A.S.
2000/2001
ANNO
DI FORMAZIONE
RELAZIONE
PER IL COMITATO DI VALUTAZIONE
Docente: Prof. Claudio Gevi
Tutor:
Prof. Raffaele Giuliani
INDICE
I.
BREVE SINTESI DELL'ESPERIENZA PERSONALE DI INSEGNAMENTO DELLO STRUMENTO
NELLA SCUOLA AD O.M.
II.
LAVORO DELL'ULTIMO ANNO : MESSA AD ORDINAMENTO E PROPOSTE.
III.
SINTESI DEL CORSO DI FORMAZIONE SUL "TEATROMUSICALE: UN'ESPERIENZA
INTERDISCIPLINARE".
IV.
IDEA DI PROGETTO IN RELAZIONE AL LAVORO SVOLTO NEL CORSO.
V.
ALLEGATI:
1)
IL "TEATROMUSICALE" - SCHEMA GENERALE DI PROGETTO
2)
SCHEMA DI PROGETTO OPERATIVO
I.
BREVE
SINTESI DELL'ESPERIENZA PERSONALE DI INSEGNAMENTO DELLO STRUMENTO NELLA SCUOLA
AD O.M.
Dopo
un'esperienza più che ventennale, le scuole che praticavano la
Sperimentazione Musicale sono, finalmente, passate ad ordinamento sotto la
denominazione di Scuole Medie ad Orientamento Musicale ed è stato istituito
il ruolo di Strumento.
La
mia esperienza in queste scuole, come docente di pianoforte, è iniziata nell'a.s.
1984/85 e si è svolta presso la S.M.S. "Griffini " di
Casalpusterlengo, la S.M.S. per Ciechi di Via Vivaio a Milano, la S.M.S. di
Milano 2, e l'attuale I.C. "A.Manzoni" di Cormano.
Nel
corso di questi anni i contesti e le modalità dell'insegnamento sono molto
cambiati, e potrei sintetizzare dicendo che, personalmente, sono partito da
una forma molto simile a quella che io stesso avevo ricevuto, vale a dire una
lezione individuale basata
tendenzialmente sui programmi dei
primi anni di Conservatorio, con
un'assenza della musica d'insieme, una scarsa varietà di generi musicali, un
modello standard, per gli allievi, da conseguire, e un'assoluta mancanza di
collegamenti con il Consiglio di Classe, con conseguente assenza di contatti
fra le varie materie: in pratica, una specie di lezione privata in aggiunta al
normale orario scolastico.
Nel
tempo, grazie agli scambi, all'iniziativa, alla capacità di coinvolgimento e
alla collaborazione di molti colleghi, e con la mia stessa esperienza in
questo ed in altri campi dell'apprendimento, queste forme sono molto cambiate.
Prima di tutto la lezione è diventata veramente
individuale, nel senso che ora cerco sempre di adeguare gli obiettivi, i
generi musicali, i tempi e le richieste, all'allievo che lavora con me,
tentando di considerarlo nella sua globalità d'individuo nel suo processo di
crescita e di apprendimento possibile.
Questo
significa anche un continuo aggiornamento nella mia disciplina, nel tentativo,
da un lato di essere in contatto con i contenuti musicali dei nostri tempi e,
dall'altro, di far sentire l'attualità dei valori trasmessi dalla nostra
tradizione musicale.
Al
tempo stesso la lezione si è trasformata, lasciando spazio a momenti di
lavoro di musica d'insieme, a due
(pf. a 4 mani o pf. e un altro strumento), a piccoli gruppi con strumenti
diversi e all'orchestra dove tutta la classe di pianoforte è coinvolta,
facendo alternare l'esecuzione allo strumento e alle percussioni.
Tutto
questo ha iniziato ad inserire in modo più definito l'insegnamento
dello strumento all'interno del
C.d.C. proprio per la varietà delle sue forme e degli obiettivi
trasversali ad esse connesse (socializzazione, responsabilità, assunzione
di un ruolo, autocontrollo, ascolto di sé e dell'altro, ecc.)
Oltre
a ciò ho avuto diverse esperienze con alunni portatori di handicap, e, pur
essendo completamente sprovvisto di esperienza e titoli specifici, ho potuto
notare, quasi nella totalità dei casi, la positività della pratica musicale,
anche se svolta a un livello estremamente elementare, per la situazione
globale dell'alunno.
Gli
allievi hanno sempre partecipato a manifestazioni pubbliche quali saggi e
concorsi, ottenendo anche diversi premi e riconoscimenti.
Anticipando
i temi che saranno esposti più avanti nel corso della relazione, posso dire
che in questi anni, in ogni caso, si sono già attuate alcune delle modalità
che sono state oggetto di riflessione all'interno del Corso di Formazione e,
più specificatamente, l'idea di "lavorare
per progetti": l'orchestra, infatti, ne rappresenta un classico
esempio, dove i vari insegnanti hanno un progetto
da realizzare, lavorano insieme per la ricerca
della partitura, la strumentazione,
l'assegnazione delle parti in
relazione alle capacità, le prove
per gruppi, le prove d'assieme, i concerti
o i concorsi.
Lo stesso processo, ma più in piccolo, avviene anche per le attività
individuali, a duo o trio, in vista dei saggi o dei concorsi.
II.
LAVORO DELL'ULTIMO ANNO: MESSA AD ORDINAMENTO E PROPOSTE.
In
quest'anno scolastico in cui, finalmente, la scuola ad O.M. è entrata ad
ordinamento, il lavoro nella Scuola Media di Cormano è proseguito sulla linea
degli ultimi anni di insegnamento, in un clima di positiva collaborazione con
colleghi ed alunni: lezioni individuali, musica d'insieme per piccoli gruppi,
orchestra, partecipazione a saggi e concorsi (con diversi premiati).
Oltre
a ciò, il nuovo ordinamento ha previsto l'insegnamento del solfeggio
e della teoria da parte degli
insegnanti di strumento; nella nostra scuola abbiamo adottato la soluzione di
dividere i ragazzi per gruppi strumentali e per classi, ma poiché il tempo si
è dimostrato relativamente scarso, saranno necessari alcuni aggiustamenti
d'orario per rendere più funzionale l'esperienza.
In
occasione dell'anno verdiano
è stato svolto un lavoro di trascrizione ed esecuzione di famose arie d'opera
che è stato molto apprezzato dagli alunni.
Particolarmente
positiva è stata la conclusione del triennio per l'alunna
portatrice di handicap, che ha sostenuto l'esame di licenza, ha
partecipato ai saggi suonando come solista, in duo con il flauto e a 4 mani,
ha suonato diverse percussioni nell'attività d'orchestra, raggiungendo una
discreta autonomia nella decodificazione e nell'esecuzione dei testi musicali
e, soprattutto, il piacere di suonare, che, a mio parere, rappresenta il
migliore risultato.
In
previsione del progetto di realizzare una breve rappresentazione
scenica, con il supporto della musica,
sarà necessario allargare
l'idea al consiglio di classe (eventualmente anche al collegio) ed entrare così
nel vivo delle tematiche dell'interdisciplinarietà. Questo renderà
probabilmente necessari alcuni aggiustamenti nell'orario, per svolgere al
meglio le attività e coordinarle in modo funzionale. Penso, in ogni caso, che
essendo la prima esperienza, si dovrà agire in modo discreto, per non
appesantire eccessivamente i carichi di lavoro di docenti e alunni e mantenere
la freschezza dell'iniziativa.
In
vista di tale attività, a livello personale potrei affrontare, all'interno
dello spazio orario di solfeggio, un tentativo di lavoro
ritmico e corporeo (solfeggi ritmici, Orff con pianoforte e
strumenti a percussione, esercizi di ritmica indiana, lavoro sull'improvvisazione
per acquisire diversamente la sensazione e il concetto di pulsazione; in
parallelo lavorare con i movimenti del corpo associati alla ritmica ed
utilizzare anche la voce nella pratica improvvisativa, per imparare in
modo molto pratico l'intonazione e gli intervalli melodici e armonici); questo
per sviluppare un rapporto più intenso con la fisicità della musica e far
vivere il ritmo e il suono in modo più globale.
Inizialmente
credo che sarebbe più utile lavorare con il gruppo dei miei allievi, o pochi
di più, perché credo che il gruppo grande possa essere molto dispersivo;
penso, quindi, che ogni insegnante di strumento potrebbe tentare un approccio
a questo lavoro in un determinato numero di lezioni (ma non è detto che tutti
i docenti abbiano le competenze o il desiderio di farlo; e, del resto, anche
per me, con i ragazzi, sarebbe una novità).
Potrei
dare anche la disponibilità per un gruppo di consapevolezza
corporea nel movimento (Metodo Feldenkrais, di cui sono insegnante) che, a
mio parere, potrebbe coinvolgere anche i docenti (all'inizio non in gruppo
insieme i ragazzi). Ma è assai complesso trovare uno spazio nel mio orario da
destinare a questa attività che, peraltro, all'interno di un percorso di
esperienza scenica, mi sembrerebbe indispensabile.
Praticamente
il mio orario settimanale di 18 ore potrebbe essere diviso in 24 spazi di 45
minuti ciascuno; 19 spazi dedicati alla lezione individuale dei 19 allievi
(sia che questa si svolga a coppie in due incontri settimanali, sia in un
incontro settimanale individuale), 3 spazi al solfeggio (prima, seconda e
terza) e 2 spazi alla musica d'insieme.
Per
quello che riguarda gli incontri sulla consapevolezza corporea, invece,
bisognerebbe ricorrere ad ore extra orario, con modalità tutte da definire.
III.
SINTESI
DEL CORSO DI FORMAZIONE SUL "TEATROMUSICALE: UN'ESPERIENZA
INTERDISCIPLINARE".
Il
corso di formazione (40 ore per nove incontri) è stato strutturato, a livello
teorico,
sull'idea
di "lavorare per progetti" e
"sull'inserimento dello strumento nell'arco delle materie del
C.d.C.". A questo proposito il lavoro sul "Teatromusicale"
(scritto in un unica parola per differenziarlo dalla connotazione tradizionale
del termine) è parso, ai relatori, il più funzionale e significativo.
Oltre
a diffondersi sui temi sopra citati, nel corso vi sono stati alcuni momenti di
confronto e lavoro in comune (per piccoli gruppi) e, fortunatamente, alcuni
momenti di pratica con la prof.ssa
Caputo e con il M° Giacometti.
Gli
aspetti teorici sopra citati sono stati trattati dal M° Taschera, dalla
Prof.ssa Nastro Lombardi e dal Prof. Bove, inquadrandoli nell'ambito
dell'autonomia scolastica e della (allora prevista) riforma dei cicli.
La
Prof.ssa Nastro Lombardi e il Prof. Bove sono anche gli autori dei due schemi
di progetto che sono serviti da traccia per gli allegati 1 e 2.
La
Prof.ssa Caputo ha impostato le sue esercitazioni pratiche su un approccio
globale al linguaggio musicale, su un pratica ritmica che utilizza il
movimento del corpo per l'apprendimento dei rudimenti della lettura musicale
(Psicomotricità e Dalcroze) e al tempo stesso sviluppa un rapporto più
intenso con la fisicità della musica.
Voglio
esprimere un apprezzamento particolare per gli organizzatori del Corso, per
aver invitato il M°Giacometti che ci ha permesso di vedere sul campo, concretamente,
come sia possibile fare del Teatromusicale, lavorando con noi docenti e con
gli alunni in modo semplice e coinvolgente e fornendo moltissimi spunti e
indicazioni per la realizzazione dei vari progetti dei gruppi di lavoro.
Per
quanto riguarda il mio gruppo, essendo formato da docenti di scuole differenti
ed essendoci interessi e progetti diversi, il risultato, presente in questa
relazione, è individuale, pur essendo frutto anche degli scambi molto
interessanti avuti con i colleghi.
IV.
IDEA
DI PROGETTO IN RELAZIONE AL LAVORO SVOLTO NEL CORSO.
Quello
che appare nel progetto schematico in allegato può essere considerato come
una fase finale, auspicabile ma per nulla scontata, di un lavoro di
preparazione. Voglio sottolineare che, a mio parere, è tutto il processo
preparatorio che riveste, da un punto di vista didattico-educativo,
l'interesse maggiore, con tutte le novità, almeno per me, nell'approccio agli
elementi teorici della musica partendo in modo originale dalla pratica e
collegando la musica con la sua funzione rappresentativa; lo spettacolo finale
potrà essere anche molto differente dall'idea iniziale, proprio per la
valorizzazione che si intenderà dare, di comune accordo, al processo.
La
proposta di partenza è quella di
un progetto di "teatromusicale" che, tenendo conto della realtà in
cui sto attualmente insegnando, possa comunque essere
utilizzato anche in altre realtà: due spezzoni di fiaba messi in
parallelo, una italiana e una, per esempio africana (tratte dalle raccolte
curate, p. es. da Calvino) utilizzando un tema che sia comune, (rapporti
dio/uomo, uomo/natura, l'intelligenza
e l'astuzia dell'uomo, ecc.)
In
quest'ambito si potrebbero anche utilizzare solo fiabe della tradizione
italiana, dalle diverse regioni, per sviluppare lo stesso tema della relazione
e dell'accettazione tra popoli ed etnie differenti (nord
e sud).
Come
si può evincere dagli schemi in allegato, non voglio indicare un progetto
rigido, ma suggerire alcune modalità
sul modo d'interagire tra musica e lavoro sulla parola e sul movimento, sulla
scenografia, sui tempi e gli spazi. Questo perché ritengo fondamentale la
preparazione dove, nel gruppo di insegnanti, si discuta il tema, si scelgano
un certo numero di fiabe da leggere e discutere in classe e si stabiliscano
poi le linee generali del progetto su cui iniziare a lavorare, organizzando i
dialoghi, le scenografie, le musiche, e tutto quanto si rivelerà necessario.
In
questa preparazione sarebbero fondamentali
un laboratorio teatrale e un organizzazione oraria che permetta la
collaborazione tra Educazione Tecnica, Musicale e Artistica per l'eventuale
costruzione di materiali di scena, di semplici strumenti a percussione e per
la realizzazione delle scenografie.
(Per
tutti i dettagli vedi Allegato 1 e 2)
V.
ALLEGATI.
Lo
schema generale di progetto (Allegato
1) e lo schema di progetto
operativo (Allegato 2) descrivono più dettagliatamente le idee
presentate sopra.
Questi
schemi, elaborati nel loro scheletro dai relatori del corso di formazione, pur
essendo un po' rigidi nella loro formulazione, possono essere utili nel caso
vi sia la necessità di una presentazione ad un ente pubblico o privato per
ottenere, per esempio, una sponsorizzazione. Oltre a ciò possono servire per
specificare meglio alcuni concetti ad uno stadio iniziale ed essere un punto
di riferimento generale in sede di valutazione in itinere.
Personalmente,
però, ritengo che siano da utilizzare in modo molto elastico e che siano
continuamente modificabili in corso d'opera, proprio perché è nella natura
stessa dell'attività progettata (che si appoggia principalmente, almeno nel
mio campo specifico, su una materia così impalpabile e mutevole come il
suono) di richiedere una relazione viva fra le persone e le cose, frutto di un
ascolto costante al ritmo della vita che cambia e si modifica nelle sue
manifestazioni.
ALLEGATO 1
ISTITUTO
COMPRENSIVO "RODARI"
Via
Aquileia 1 - 20021 Baranzate di Bollate
Corso
di formazione per docenti di strumento
a.s.
2000/01
IL
"TEATROMUSICALE": UN'ESPERIENZA INTERDISCIPLINARE
SCHEMA
GENERALE di PROGETTO
·
GRUPPO
DI PROGETTO
Insegnanti
che, all'interno del consiglio di classe si renderanno disponibili per
interessi e/o per competenze specifiche.
Il
C.d.C. valuterà se sarà possibile allargare il lavoro di collaborazione ad
insegnanti ed alunni di altre sezioni.
·
PROPOSTA
DI PROGETTO
Realizzazione
scenica in forma di breve rappresentazione con dialoghi e parti musicali di
una fiaba di altra cultura in
parallelo con una della nostra
cultura, oppure tra due fiabe, una dell'Italia settentrionale ed una
dell'Italia meridionale.
L'idea
è quella di un progetto di teatro musicale che, tenendo conto della realtà
in cui sto attualmente insegnando, possa in ogni modo essere
utilizzato anche in altre realtà.
·
CONTESTO
SOCIO CULTURALE
La
situazione socio-ambientale di Cormano (20.000 abitanti circa) è quella
tipica dei centri urbani dell'hinterland milanese, che si è sviluppata in
seguito ai flussi migratori dei primi anni '70 e '80 causati
dall'industrializzazione. Oltre alla presenza, quindi, di famiglie d'origine
meridionale, negli ultimi anni si registra l'aumento di quelle nordafricane,
asiatiche e sudamericane, con conseguente varietà etnica nella popolazione
scolastica. L'attrazione della grande città comporta fenomeni di spostamento
giornaliero ed una tendenza all'impoverimento della vita sociale, fenomeno
contrastato dalla presenza di spazi aggregativi per giovani ed adulti:
Oratori, Rap, Biblioteca Comunale, Associazioni sportive e musicali
(L'accordo), campi sportivi, Pro Loco, Università della Terza età.
·
GIUSTIFICAZIONE
Il
progetto tende a sviluppare il concetto, in primo luogo, di una conoscenza
reciproca di frammenti delle differenti culture, per favorirne
l'incontro, scoprendo così le differenze e gli eventuali punti di
contatto. La conoscenza, da parte di tutte le culture messe a confronto, è la
condizione essenziale per una possibile
accettazione reciproca e questo è riferito non solo a culture lontane
geograficamente, ma anche fra quelle del sud e del nord Italia che non
sembrano, in certi casi, essere ben integrate.
Da
un punto di vista musicale si vuole animare di nuovi
contenuti e modalità (improvvisazione, musica rappresentativa, ecc.) il
lavoro individuale e quello d'assieme, secondo gli spunti forniti dal lavoro
svolto nel corso con il M°Giacometti.
·
RISULTATO
ATTESO
Il
risultato atteso o, meglio, auspicato è quello di iniziare un processo di trasformazione
d'atteggiamento dei ragazzi nei confronti di altre culture (e quindi di
altri individui ben specificati, cioè compagni di classe o di scuola,
insegnanti), attraverso una conoscenza anche musicale. Questa conoscenza,
estremamente pratica, può favorire, attraverso il lavoro di gruppo scenico e
musicale, un miglioramento delle
competenze del far musica insieme e un'evoluzione dell'atteggiamento del
suonare e del comunicare con la parola e con il corpo, insomma del relazionarsi
con i compagni e con un pubblico.
·
OBIETTIVI
GENERALI
SAPER
ESSERE
(relazioni)
Ascolto
di se stessi e degli altri, (compagni, insegnanti, pubblico, realtà sociale),
ascolto del suono e del silenzio, relazione con il proprio strumento, con i
materiali, con lo spazio scenico, con il tempo (della rappresentazione ma non
solo), assunzione di piccole, semplici ma chiare responsabilità
individuali, funzionali ad un contesto più generale.
SAPER
FARE
(in rapporto a
competenze)
A
livello generale posso intuire che l'acquisizione di competenze in questo
contesto sia del tutto trasferibile a contesti più specifici delle singole
discipline ma lascio, ovviamente, lo spazio ad una ricerca che sarà il frutto
della collaborazione tra tutti i docenti, anche quelli di materie
apparentemente lontane e più teoriche; da un punto di vista musicale, un miglioramento
della relazione con il proprio strumento (vedi sopra), frutto anche di un
inizio di pratica improvvisativa, individuale e collettiva; un'acquisizione
di elementi teorici (scale e ritmi di differenti culture), formali
(prologo, funzione dei temi, struttura e funzione delle frasi, omogeneità e
contrasto, narrazione e dialogo in musica, ecc.) che avverrà partendo
dalla pratica.
SAPERI
(valore aggiunto in termini di
concetti-conoscenze sul tema del teatro musicale)
Conoscenze
sul teatro musicale.
Visioni di spettacoli a teatro e attraverso videoregistrazioni; ascolti di
musiche etniche e minimaliste, utili anche per l'improvvisazione. Letture di
testi teatrali e analisi di testi musicati.
·
RISORSE
(umane e materiali)
-interne
alla scuola: in
termini di
competenze particolari degli insegnanti, penso che queste emergeranno in fase
di progetto, poiché per me sarebbe la prima esperienza di questo tipo, e,
francamente, non conosco gli specifici approfondimenti di conoscenze, in campi
collegati al Teatromusicale da parte dei miei colleghi. Personalmente potrei
lavorare sull'aspetto specifico musicale e sullo sviluppo di una maggior
consapevolezza corporea nel movimento, essendo insegnante di una
disciplina che tratta approfonditamente questo aspetto (Metodo Feldenkrais).
Resta tutto da vedere e da concordare in che misura il mio orario, assai
ristretto a causa del numero di allievi e dalle specifiche richieste
dell'ordinamento delle scuole ad O.M. (lezioni individuali, di musica
d'insieme e teoria e solfeggio), potrebbe prestarsi a questa attività.
-esterne
alla scuola: eventualmente
la collaborazione di ex allievi che partecipano all'attività
dell'Associazione Musicale L'Accordo o anche di adulti che lavorano
nell'associazione stessa e che hanno formato un coro e una big band; esperti
per eventuali laboratori (teatro,ecc.)
-spazi,
strutture, materiali, strumenti:
auditorium, aula di musica, aule di strumento, spazio di passaggio tra scuola
media ed elementare, strumenti musicali della scuola e dei ragazzi
(pianoforti, tastiere, flauti, clarinetti, chitarre, percussioni) riproduttori
e registratori, microfono, video, supporti multimediali, impianto luci,
materiali di scenografia, semplici costumi, fotocopie, tappetini per sdraiarsi
e sedersi (lavoro di consapevolezza e rilassamento)
-mezzi
finanziari:
per le spese (che, in ogni caso saranno molto contenute) si potrà ricorrere
al fondo d'istituto, al comitato genitori, al Comune o ad uno sponsor esterno
(Banche, Fondazioni, ecc.)
·
APPORTI
DELLE SINGOLE DISCIPLINE
La
scheda allegata va completata, in un primo tempo, dai singoli docenti che
partecipano al progetto, per poi essere equilibrata, ridimensionata e mirata
attraverso un confronto
·
PRODOTTO
Breve
rappresentazione teatrale,
con registrazione video anche di momenti della preparazione. Documento scritto
che raccolga dialoghi, disegni, fotografie e resoconti o testimonianze in
forma di diario o di racconto da parte degli allievi, su tutto il processo.
·
TEMPI
PREVISTI
Credo
che il progetto vada diviso in due
momenti: il primo dedicato alla scelta
di un certo numero di fiabe adatte allo scopo, da parte dei docenti;
l'insegnante di lettere, poi, leggerà insieme ai ragazzi brani dalle varie
fiabe facendo completare a casa il lavoro di lettura, e discuterà il loro
contenuto con gli alunni, favorendo così una scelta che risulterà comune e
maggiormente motivata.
In
seguito partirà la seconda fase dove ciascun docente inizierà a lavorare
insieme ai ragazzi alla realizzazione
pratica del soggetto prescelto.
Contemporaneamente
alla prima fase sarà necessario, a livello musicale, iniziare ad approcciare
la pratica improvvisativa attraverso la realizzazione di brevissimi spunti
(frammenti di dialoghi, frammenti poetici, situazioni, atmosfere, ecc.).
Anche
per le altre materie si potrà pensare ad un lavoro
preparatorio (per esempio sviluppare maggiormente la consapevolezza della
propria voce in Ed.Musicale, o un primo approccio ai criteri di scenografia in
Ed. Artistica, un affinamento del movimento nello spazio che, in seguito, sarà
quello del palcoscenico, in Ed.Fisica. ecc., saranno, ovviamente, i docenti
stessi a trovare le forme e i contenuti consoni alla situazione).
Si
prevede quindi di realizzare la rappresentazione alla fine dell'anno
scolastico.
·
TEMPO
SCUOLA
Le
ore curriculari delle singole
discipline necessarie al progetto saranno tutte da determinare dal gruppo di
docenti impegnati, e saranno suscettibili di variazione in itinere secondo le
necessità che emergeranno. A livello di strumento saranno senz'altro
utilizzate anche le unità orarie di solfeggio per i piccoli gruppi classe e
alcune unità della musica d'insieme.
Per
le ore in compresenza vale lo
stesso discorso, cioè che saranno da concordare insieme, relativamente alle
necessità reali, che in questo momento non sono determinabili in astratto.
Saranno
sicuramente necessarie ore aggiuntive
per un laboratorio teatrale da
svolgere all'inizio dell'anno, nella fase preparatoria, a cura di un esperto
(da verificare se interno o esterno alla scuola) e per un laboratorio
di consapevolezza corporea (che potrei condurre io in qualità di
insegnante di Metodo Feldenkrais - Consapevolezza attraverso il movimento) che
necessita, come approccio di base, di una decina di incontri di un'ora
ciascuno, per ogni gruppo di 20 alunni al massimo.
Saranno
necessarie anche alcune ore per la progettazione e la realizzazione dei
materiali.
·
MODALITÀ
DI SENSIBILIZZAZIONE DELLA CLASSE
La
strada migliore mi sembra quella di far
sperimentare alla classe nel modo più semplice, vivo e diretto che sia
possibile, come essere parte attiva in una rappresentazione, e sarebbe quindi
ovvio che l'esperienza fosse condotta da qualcuno che lo sapesse fare
(potrebbe essere l'esperto che condurrà il laboratorio di cui sopra e che poi
fosse disponibile a fare da supporto agli insegnanti che porteranno avanti il
progetto).
Oltre
a ciò sarà necessario preparare e guidare i ragazzi nella visione
di spettacoli dal vivo o in video, fargli apprezzare testi scritti,
facendo sentire la vicinanza dei
temi trattati con la loro vita, i
loro desideri e i loro problemi.
·
MODALITA
DI SENSIBILIZZAZIONE/PRESENTAZIONE ALLA SCUOLA AL TERRITORIO
Nel
presentare il progetto all'interno
della scuola sarà opportuno scegliere una persona che sia in grado di
essere molto semplice e chiara nell'esposizione al Collegio dei Docenti e
fornire preventivamente al Collegio stesso la possibilità di leggere la prima
bozza del progetto.
Questo
stesso schema, completato più in dettaglio e corredato, eventualmente, dalla
documentazione delle attività precedenti (video, audio, CD rom, testi,
programmi, ecc.) sarà indispensabile nel momento di un'eventuale
presentazione ad un Ente esterno
(Comune, Banche, sponsor vari, ecc.) per ottenere finanziamenti o altri tipi
di supporti.
·
MOMENTI
DI BILANCIO IN ITINERE (per
identificare punti forti -punti deboli del percorso rispetto al risultato
atteso)
Oltre
alla normale e necessaria comunicazione interpersonale (non sempre scontata),
sarà utile avere periodici momenti
in cui il gruppo di lavoro verificherà l'andamento delle varie fasi.
Inizialmente si può proporre una scadenza mensile ma è ovvio che bisognerà
adeguarla alle necessità.
APPORTI
DELLE SINGOLE DISCIPLINE
|
DISCIPLINE |
SAPER
FARE |
SAPER
ESSERE |
SAPERI |
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ALLEGATO 2
IL
TEATRO MUSICALE: UN'ESPERIENZA INTERDISCIPLINARE
SCHEMA
DI PROGETTO OPERATIVO
SCELTA
DEL SOGGETTO TEATRALE:
Il
soggetto sarà definito nei dettagli dal gruppo di lavoro.
L'idea
iniziale è quella di utilizzare
due
fiabe
o due spezzoni di fiaba, una italiana
e una, p. es. africana (tratte dalle raccolte curate da I.Calvino) che
ruotino intorno ad un tema che sia comune, (rapporti dio/uomo, uomo/natura, la
creazione del mondo, l'amore, l'intelligenza e l'astuzia dell'uomo,
ecc.). In quest'ambito si potrebbero anche utilizzare soltanto fiabe
della tradizione italiana, dalle diverse regioni per sviluppare comunque
il tema della relazione e dell'accettazione tra popoli ed etnie differenti.
Naturalmente,
le raccolte di Calvino potranno essere sostituite o integrate da testi e fiabe
di altre tradizioni che saranno ritenute maggiormente significative e
funzionali.
MOTIVAZIONE
DELLA SCELTA:
·
culturale-educativa
Il
progetto tende a sviluppare il concetto, in primo luogo, di una conoscenza
reciproca di frammenti delle differenti culture, per favorirne
l'incontro, scoprendo così le differenze e gli eventuali punti di
contatto. La conoscenza, da parte di tutte le culture messe a confronto, è la
condizione essenziale per una possibile
accettazione reciproca e questo è riferito non solo a culture lontane
geograficamente, ma anche fra quelle del sud e del nord Italia che non
sembrano, in certi casi, essere ben integrate. Il fatto stesso di scegliere
due fiabe di culture diverse per fonderle in un unico testo è un esempio
di processo d'integrazione.
Da
un punto di vista musicale si vuole animare di nuovi
contenuti e modalità (improvvisazione, musica rappresentativa, ecc.) il
lavoro individuale e quello d'assieme, secondo gli spunti forniti dal lavoro
svolto nel corso con il M°Giacometti.
·
tecnico-specifica
(se non è un testo teatrale originale):
La
scelta di stendere un testo a partire da due fiabe parallele è non solo una
scelta tecnica ma una necessità per approfondire
la relazione all'interno del gruppo di lavoro (docenti e alunni) e creare,
da subito, una situazione di maggiore interesse e coinvolgimento.
DURATA
DELL'EVENTO SCENICO:
È
necessario rimanere entro un tempo limitato a 30/45 minuti, per mantenere vivo
l'interesse del pubblico e non disperdere la concentrazione dei ragazzi.
VERIFICA
DELLE CONDIZIONI DI FATTIBILITÀ
Sarà
fondamentale, dapprima, valutare le risorse
interne alla scuola, in termini di insegnanti e loro competenze e di tempi
realmente disponibili; in seguito, bisognerà valutare la consistenza dei mezzi
finanziari disponibili qualora si verificasse la necessità di ricorrere a
sostegni esterni quali esperti o Associazioni culturali presenti sul
territorio, ecc....
Oltre
ai tempi sarà necessario verificare accuratamente gli spazi disponibili per
le varie attività.
FASE
1
DOCENTI
APPROCCIO
AL TESTO
la
scelta è caduta su
·
un
testo teatrale originale
·
testo
originale rielaborato
·
testo
teatrale elaborato dai docenti
·
testo
di narrativa rielaborato da alunni e docenti
REGIA
La
regia è il momento di sintesi, stimolo, verifica dell'unità d'insieme nella
interpretazione, realizzazione, stesura del copione.
Le
voci che seguono serviranno da riferimento nella fase preparatoria ma, allo
stato attuale, la loro compilazione (in quasi tutti i casi) è completamente
astratta e prematura.
SCENEGGIATURA-STESURA
DEL COPIONE (a grandi linee):
·
dialoghi:
nei dialoghi si potranno utilizzare anche frammenti di lingue
o dialetti diversi.
·
ritmo
teatrale:
................................................................................................
·
partiture
musicali: vi
sarà la presenza di parti
relativamente improvvisate su
alcune indicazioni e "riserve sonore" (vedi A.Giacometti), e di partiture
scritte che dovranno avvalersi di una ricerca sul materiale etnico
direttamente collegato all'ambientazione geografica delle due fiabe scelte. Si
potrà parlare, quindi della compresenza di tre modi diversi di integrare la
musica nella realizzazione scenica: teatro
e musica (la musica fa da sottofondo alla scena e i due elementi restano
separati); teatro con la musica
(la musica è inserita nell'azione drammatica, strumenti e voce ne fanno
parte); teatro della musica (la
musica diventa essa stessa scena teatrale).
·
gestione
dello spazio scenico:
.......................................................................
IDENTIFICAZIONE
DEI RUOLI DEI DOCENTI:
·
regia
...................................
·
sceneggiatura.....................
·
orchestra............................
·
coro...................................
·
musiche.............................
·
scenografia........................
·
coreografia........................
FASE
2
ALUNNI
DEFINIZIONE
DEI GRUPPI DI ALLIEVI (numero e
funzione dei componenti):
·
attori
..................................................
·
voci
recitanti......................................
·
strumentisti........................................
·
coro...................................................
·
ballo..................................................
·
scenotecnici
.....................................
·
assistenti
alla regia...........................
CRITERI
DI SCELTA DEI COMPITI E RUOLI DEGLI ALLIEVI:
Credo
che dovrà esserci una mediazione fra vari criteri.
Il
desiderio dei ragazzi nell'assumersi un ruolo è, ovviamente, molto importante
perché fornisce una motivazione più
forte scaturita dall'iniziativa personale, ma va, soprattutto in certi
casi, direzionato, incentivato o limitato secondo le qualità o delle esigenze
che i docenti conoscono dei singoli allievi.
Inoltre,
nel lavoro preparatorio, dove si potrà sperimentare su frammenti di
rappresentazione, si potranno alternare
il criterio di scelta definito esclusivamente dai docenti a quello di una
libera auto-attribuzione da parte dei ragazzi: questo atteggiamento può
aiutare, nel tempo, a formare una sorta di autoregolazione
nel gruppo, dove i ruoli e le responsabilità sono gradualmente identificate e
sentite come funzionali e
"giuste".
Oltre
a ciò sarà importante, sia nella fase preparatoria che in quella di
lavorazione del soggetto definitivo, scambiare
di ruolo i ragazzi e farli passare
da una funzione all'altra (i suonatori che diventano attori, gli attori
che diventano aiutanti di scena, ecc.). Si intuisce la valenza educativa di
questa intercambiabilità, sempreché sia attuata con grande attenzione e
facendone sentire un senso di reale
utilità.
MODALITÀ
DI INTEGRAZIONE ED INTERAZIONE DEI GRUPPI (vedi
sopra):
·
assunzione
del ruolo: responsabilità
·
scambio
del ruolo: non
identificazione
·
evoluzione
del ruolo (es. lo scenotecnico può
diventare attore o musico e viceversa): flessibilità
SI
CONSIGLIA AI DOCENTI DI REALIZZARE IN PRIMA PERSONA UNA PROVA PER VERIFICARE
SCUOLA_______________________________________TITOLO_____________________________________
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atti/parti
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scena/azioni
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musica/azioni
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scenog./luci
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saperi
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saper
fare |
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