a.s. 2000/2001
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APPROCCIO
ALLA LETTURA MUSICALE ATTRAVERSO L’ESPERIENZA PSICO-MOTORIA
E INTERDISCIPLINARE.
Relatori:
a.s.
2000/2001
·
GRUPPO DI
PROGETTO:
Marco Panzarino
Daniele Veroni
·
PROPOSTA DI PROGETTO:
§
DESTINATARI:
·
CONTESTO SOCIO-CULTURALE:
La
grande diffusione dei mezzi di comunicazione consente ai nostri ragazzi,
indipendentemente dalla loro condizione sociale, di fruire abbondantemente di
tutta la musica commerciale a disposizione.
Ripercorrendo la breve storia della musica da discoteca ci si accorge che; all’assortimento equilibrato tra brani lenti e veloci tipico delle discoteche degli anni settanta/ottanta, si contrappone, oggi, l’uso di ritmi (metallici) caratterizzati da un andamento ossessivo dello stesso modello in cui le variazioni sono costituite prevalentemente da effetti timbrici nel riempimento armonico-melodico.
Altri generi musicali che appartengono al mondo sonoro dei nostri ragazzi sono quelli tratti dal repertorio rock-punk e funky e d’autore, in cui, rispetto alla discomusic, è più rilevante la componente melodico-armonica. Nonostante la sua forte presenza, si ha l’impressione che i ragazzi più che viverla, la musica, la subiscano passivamente. Non è raro, infatti, imbattersi in giovani accaniti ascoltatori, apparentemente incapaci di cantare o di andare a tempo, non per mancanza di talento, ma più semplicemente per non abitudine.
·
GIUSTIFICAZIONE:
L’approccio attuale alla lettura attraverso la programmazione tradizionale è inefficace ai fini della interiorizzazione del senso ritmico.
Il solfeggio insegnato alla “maniera del conservatorio” è quindi
improponibile se l’obiettivo che ci poniamo è quello di far vivere al ragazzo
l’esperienza ritmica nella sua globalità fisica e psichica.
“Il ritmo infatti, prima di riguardare la misurazione delle durate e
dello scorrere del tempo, è un’esperienza biologica e fisiologica, che permea
di sé tutta la vita dell’uomo, è l’elemento del linguaggio sonoro più
vicino alla vita e dunque quello che più facilmente può portare ad amare e ad
apprezzare la musica”.(Dalcroze).
Secondo Dalcroze, il ritmo “come la dinamica, dipende interamente dal
movimento, e trova il suo più vicino prototipo nel nostro sistema muscolare.
Tutte le sfumature di energia - forte, piano, accelerando, diminuendo - possono
essere “realizzate” dal nostro corpo, e la vivezza della nostra sensazione
muscolare dipenderà dalla vivezza delle nostre sensazioni corporee”
I ragazzi possiedono già, in età prescolare, abilità ritmiche innate
di notevole qualità che aspettano solo di essere sviluppate e potenziate
utilizzando nuovi e più efficaci percorsi didattici (Orff, Dalcroze, Kodaly)
Ne consegue che un approccio basato sulla teoria che precede la pratica,
come in gran parte dei casi avviene, non è efficace ai fini didattici ed è mal
tollerata dai discenti che la vivono come un’ insopportabile costrizione.
Si può sviluppare il senso ritmico avvalendosi di strategie e metodologie che permettano all’allievo di utilizzare interamente il suo corpo, per arrivare ad assimilare ed interiorizzare la pulsazione ed i valori delle note, attraverso esercizi collettivi.
·
OBIETTIVO GENERALE:
Sa leggere la musica con lo strumento in modo consapevole interiorizzandone le varie componenti.
§
PREREQUISITI:
Capacità di ascolto.
Capacità di stare in gruppo.
§
OBIETTIVI SPECIFICI:
Saper fare
(in rapporto a competenze)
Sincronizza i movimenti del corpo a schemi ritmici prestabiliti.
Percepisce le differenze agogiche e modella il proprio movimento in
funzione di esse.
Sa utilizzare una percussione per riprodurre eventi ritmici anche
complessi.
Sa interpretare i segni di scrittura non convenzionali e ne crea di
nuovi.
Sa leggere ed interpretare i segni di scrittura convenzionali.
Sa creare eventi ritmici e riprodurli sulla carta sotto forma di
scrittura.
Sa creare brani poliritmici estemporanei.
Sa creare brani poliritmici e scriverli sulla carta utilizzando la
scrittura convenzionale.
§
OBIETTIVI TRASVERSALI E METACOGNITIVI:
Saper essere
(relazioni)
Sa relazionarsi con gli altri.
Rispetta i ruoli e le consegne.
Riconosce e rispetta le differenze.
Sa descrivere e condividere le esperienze.
Sa concentrarsi e mantenere l’attenzione.
Sa rispettare gli strumenti ed il materiale didattico
Sa contribuire in modo costruttivo alla realizzazione del progetto
musicale collettivo.
Saperi
(valore aggiunto in termini di concetti)
Ascolto di musiche dalla forte componente ritmica.
Esplorazione estemporanea di strumenti a percussione.
Visione di balletti, films musicali, cartoni animati, ecc.
·
RISULTATO ATTESO:
Potenziamento
del coordinamento psico-motorio.
Interiorizzazione
del senso ritmico (memoria ritmico-agogica) (presa di coscienza del concetto di
pulsazione).
Interiorizzazione
del concetto di suddivisione.
Capacità
di riproduzione di modelli ritmici in varie velocità.
Capacità
di orientamento in spazi poliritmici (mantenere il proprio ruolo senza farsi
condizionare dagli altri).
Capacità
di imitazione di modelli ritmici esterni, lettura ritmica consapevole.
§
CONTENUTI:
Esercizi tratti dalla metodologia didattica Dalcroze.
Esercizi tratti dalla metodologia didattica Orff
Musiche appartenenti al mondo sonoro dei ragazzi (rock, disco, ecc.)
§
VALUTAZIONE:
La valutazione è l’elemento fondamentale dell’azione educativa e
didattica.
E’ il momento di verifica del processo di formazione-apprendimento
dell’alunno.
Il raggiungimento degli obiettivi costituisce per gli alunni la verifica
del proprio percorso scolastico, per l’insegnante il monitoraggio
dell’efficacia dell’insegnamento e delle sue strategie.
La verifica viene effettuata in itinere e, essendo il percorso
incentrato sulla esperienza ritmica collettiva, si svolge a piccoli e grandi
gruppi, valutando:
L’impegno profuso nel conseguimento degli obiettivi
La capacità di prendere parte all’esecuzione d’ insieme
La capacità di esecuzione e rielaborazione degli esercizi e dei brani
·
Risorse (umane e materiali):
interne
alla scuola:
Docente di lettere.
Docente di educazione fisica.
Docente di musica.
Docente di artistica.
Docente di tecnica.
esterne
alla scuola:
Docente di danza.
Docente di danza sincronizzata.
·
Spazi:
Palestra, aula di musica.
Cortile esterno.
Auditorium con palcoscenico (per eventuale saggio)
·
Materiali:
Vari da riciclo (per la costruzione di strumenti a
percussione).
Nastri adesivi colorati, (da incollare nel pavimento)
·
Strumenti:
Strumenti a percussione.
Strumenti ritmici.
Attrezzatura audio per amplificare e registrare il
suono.
Telecamera per le riprese coreografiche.
·
Mezzi finanziari:
fondo d’Istituto
Apporti delle singole discipline
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Discipline |
Saper
fare |
Saper
essere |
Saperi |
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Strumento musicale |
Sa
leggere la musica in modo consapevole. Sa risolvere articolazioni ritmiche
complesse riferendosi alla pulsazione. Sa andare a tempo con gli altri. |
Appartenenza
al gruppo, rispetto dei ruoli e delle consegne, riconoscimento e rispetto
delle differenze, descrizione e condivisione delle esperienze |
Ascolto di musiche
dalla forte componente ritmica. Esplorazione
estemporanea di strumenti a percussione.
Visione
di balletti, films musicali, cartoni animati, ecc. |
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Lettere |
Sa
interpretare un testo poetico assimilandone la metrica. Comprende e
confronta le diverse metriche. |
Appartenenza
al gruppo, rispetto dei ruoli e delle consegne, riconoscimento e rispetto
delle differenze, descrizione e condivisione delle esperienze |
Ascolto di prosa, visione di spettacoli teatrali e balletti, letture poetiche.,
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Educazione fisica |
Sincronizza
i movimenti del corpo a schemi ritmici prestabiliti. Percepisce le
differenze agogiche e modella il proprio movimento in funzione di esse. |
Appartenenza
al gruppo, rispetto dei ruoli e delle consegne, riconoscimento e rispetto
delle differenze, descrizione e condivisione delle esperienze |
Visione di sport artistici: pattinaggio artistico, nuoto sinscronizzato, ginnastica artistica, ecc.
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Artistica |
Sa
riconoscere in un’opera d’arte la sua componente dinamica. |
Appartenenza
al gruppo Descrizione e condivisione delle esperienze. |
Visione di opere d’arte in cui il movimento costituisce la componente più rilevante, parallelismi tra l’architettura e la musica in termini di movimento. |
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Tecnica |
Sa manipolare i materiali occorrenti per la costruzione degli strumenti, sa assemblare i materiali preparati, sa classificarli in base alle loro caratteristiche fisiche. |
Appartenenza al
gruppo Descrizione e condivisione delle esperienze. |
Visita
ad un laboratorio di liuteria, visione di documentari sul tema, |
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Musica |
Sa ascoltare e
comprendere i fenomeni sonori. Sa esprimersi
musicalmente con la voce e con gli strumenti. Sa rielaborare
personalmente il materiale sonoro |
Appartenenza al
gruppo, rispetto dei ruoli e delle consegne, riconoscimento e rispetto
delle differenze, descrizione e condivisione delle esperienze |
Ascolto di musiche
dalla forte componente ritmica, esplorazione estemporanea di strumenti a
percussione, visione di balletti, ecc. |
Fasi di lavoro
Nella
stesura di un piano didattico rivolto all’insegnamento musicale, è opportuno
cominciare prendendo in considerazione 2 aspetti che risultano fondamentali
nell’apprendimento degli eventi ritmici:
1.
La sincronizzazione ritmico - motoria
2. La teoria del raggruppamento
Se ascoltiamo un brano musicale, indipendentemente dallo stile o
dall’epoca, viene spontaneo assecondare lo svolgimento della musica attraverso
il battito di un piede o di una mano o con una oscillazione regolare.
Infatti, la regolarità ritmica genera un’induzione
motoria sincronizzata con la musica.
Ritmo e movimento, quindi, sono inscindibilmente legati.
Il ritmo è un equivalente simbolico del movimento e quest’ultimo rappresenta la più naturale via di accesso ai fatti ritmici.
Un
secondo elemento da prendere in considerazione è la teoria del raggruppamento,
fenomeno basato sulla constatazione che dal punto di vista percettivo la durata
del singolo suono non ha alcun significato, ma acquista senso soltanto se posta
in relazione con altre durate.
Gli
allievi dovranno essere messi nella condizione di “ascoltare” i suoni prima
di doverli scrivere o eseguire, esercitarli a “riconoscere le altezze, stimare
gli intervalli, comprendere le armonie, distinguere le diverse note in un
accordo, seguire gli effetti contrappuntistici nella musica polifonica,
distinguere modi e scale, analizzare le relazioni tra l’udito e le sensazioni
vocali, sensibilizzare l’orecchio e aprire tra il cervello, l’orecchio e la
laringe i canali necessari a formare dell’intero organismo ciò che uno
potrebbe chiamare l’orecchio interno”.(Dalcroze)
“Il
corpo stesso avrà il ruolo di intermediario tra i suoni e il pensiero,
divenendo mezzo per esprimere direttamente le nostre sensazioni uditive"
Parte del lavoro si svolgerà in palestra, in collaborazione con il
docente di educazione fisica, o in un ambiente che consenta al gruppo classe
ampie possibilità di movimento. Alle esperienze di movimento corporeo saranno
alternati momenti di esplorazione, improvvisazione, esecuzione di brani
poliritmici con le percussioni dello strumentario Orff e con gli strumenti dei
ragazzi.
Attraverso l’esperienza del movimento i ragazzi saranno stimolati a
prendere coscienza dell’espressività del gesto musicale, della teatralità
degli eventi fono-gestuali.
Contemporaneamente gli alunni saranno portati ad interiorizzare il
concetto di pulsazione e di suddivisione dell’evento ritmico senza costrizioni
o interventi di carattere teorico, ma, viceversa, in modo ludico e secondo una
precisa successione di esercizi ritmici da interpretare col movimento corpo.
Esempio
1 di laboratorio sul movimento in collaborazione con il docente di educazione
fisica:
Si esegue una danza semplice in gruppo su un brano tratto dalla tradizione popolare. (l’obiettivo implicito è la coesione del gruppo, poiché comporta il posizionamento in cerchio tenendosi in mano).
I ragazzi svolgono alcuni esercizi di respirazione da sdraiati e in piedi.
I ragazzi svolgono alcuni esercizi di stiramento muscolare.
Il gruppo è invitato a camminare cambiando la posizione dei piedi sul terreno (sulle punte, sul tallone, lato destro e sinistro) per favorire il contatto col suolo.
Successivamente la classe si dispone in fila indiana ed esegue un semplice schema:
con un sottofondo musicale (un passo avanti, uno indietro, un passo avanti in più), prima partendo col piede destro poi col sinistro (l’obiettivo è quello della sincronizzazione corporeo-musicale).
La classe si dispone su due file parallele e lo schema viene eseguito con una rotazione prima a sinistra poi a destra in modo che i componenti delle due file si trovino a volte di fronte a volte di spalle o di fianco (questo esercizio introduce il concetto di simmetria spaziale).
Il gruppo si dispone alla rinfusa per tutto lo spazio, i ragazzi camminano comodamente ruotando improvvisamente di 90 gradi quando vogliono e riprendendo a camminare
Ad un segnale dell’insegnante i ragazzi smettono di camminare ma continuano a muoversi con una parte del corpo a piacere (in questa fase si riduce lo spazio mantenendo invariato il movimento, interiorizzazione del concetto di contrasto spazio-temporale).
Si riprende a camminare, ora gli alunni si devono sincronizzare a vicenda, guardandosi devono imitare il movimento dell’altro, anche da fermi con una parte del corpo (in questa fase si stimola la capacità di imitazione)
Gli allievi sono invitati a muoversi al suono del tamburello, ad un ordine il gruppo esegue l’operazione contraria: si ferma al suono del tamburello e si muove quando cessa.
Il docente scandisce le pulsazioni e i ragazzi si muovono scandendo, ad ogni comando, gli ottavi, i quarti o le metà.
Il docente consegna ai ragazzi delle bacchette (una a testa) con cui gli stessi picchieranno sul pavimento sotto la direzione dell’ animatore e rispettando semplici consegne (mano alzata le metà, mano all’altezza del fianco i quarti, mani in basso gli ottavi) (questo esercizio si può considerare propedeutico alla lettura ed interpretazione dei simboli).
Esempio 2 di laboratorio sul
movimento in collaborazione con il docente di educazione fisica:
I ragazzi svolgono alcuni esercizi di respirazione da sdraiati e in piedi.
I ragazzi svolgono alcuni esercizi di stiramento muscolare.
Ad un comando gli alunni camminano disordinatamente per tutto lo spazio, uno di loro, a caso, grida il proprio nome senza preavviso e cambia tipo di movimento (salta, corre, muove le braccia, ecc.) tutti devono imitarlo finché qualcun altro farà altrettanto e così via. (questo esercizio stimola la memorizzazione dei nomi dei ragazzi e favorisce la socializzazione).
Il gruppo si dispone al centro della palestra a forma di stella, oppure
nell’angolo a grappolo d’uva.
Ad un comando ci si dispone in modo omogeneo, senza creare buchi, per
tutto lo spazio a disposizione, (questo esercizio sviluppa il concetto di
distribuzione nello spazio).
Il gruppo cammina disordinatamente per tutto lo spazio. Ad un comando ci
si dispone in cerchio, o in riga fermi (capacità di ricreare una forma dal
caos)
Il gruppo cammina disordinatamente per tutto lo spazio. Ad un comando ci
si dispone a cerchio, o in riga sempre in movimento sul posto.
Gli alunni si muovono camminando ad una velocità data. Ad un ordine ci
si muove a velocità doppia o a velocità lenta il doppio (propedeutica al
concetto di pulsazione).
Gli alunni si muovono camminando ad una velocità data. Ad un ordine,
sempre camminando alla stessa velocità, si battono le mani a velocità doppia o
a velocità lenta il doppio.
laboratorio propedeutico al
riconoscimento dei simboli ritmici in collaborazione con il docente di
educazione fisica:
Nel pavimento della palestra si dispone il seguente tracciato circolare
con il nastro adesivo colorato e i cartelli:
gli ottavi saranno fissati nel pavimento in modo da
poter essere calpestati dai ragazzi mentre le figure da un quarto e le metà
saranno disposte nel lato destro del tracciato in forma di cartelli ad una
sessantina di centimetri dal suolo.
h
h
h
h
h
q
q q
q q
q q
q q
piede sinistro
Tracciato circolare piede destro Fase 1 A tutti i ragazzi viene consegnata una coppia di legnetti e tutti
iniziano a marciare sopra il tracciato in silenzio. All’ ordine “uno” gli
alunni incominciano a scandire gli ottavi (piede sinistro e piede destro) con i
legnetti. All’ordine” zero” si ritorna silenziosi sempre camminando. All’ordine “due” gli allievi scandiscono solo il piede sinistro
(quarti). All’ordine “tre” la classe scandisce dopo due sinistri (le metà). Fase 2 Il gruppo classe viene suddiviso in sottogruppi di tre alunni ognuno dei
quali realizzerà il percorso variando alcune consegne: esempio tipo 1: nel primo gruppo ad ogni alunno dei tre verrà affidato uno strumento a
percussione con la consegna di scandire la propria figura (dopo averla scelta,
l’ottavo, il quarto o la metà), in seguito il gruppo incomincerà a marciare
sul tracciato circolare in silenzio e solo ad un ordine l’alunno scandirà la
sua relativa figura. L’ordine sarà dato secondo lo strumento e il numero
relativo alla scansione, per esempio: “tamburo uno” (il tamburo inizierà a
scandire gli ottavi) “tamburo zero” (il tamburo cesserà di scandire) ecc. Gli altri gruppi, a turno, svolgeranno l’esperienza variando
l’assortimento degli strumenti e le consegne. Sarà opportuno che gli stessi
alunni sperimentino il ruolo di “direttori” dell’esecuzione sostituendosi
all’insegnante. APPLICAZIONE DEGLI ESERCIZI DI
RITMICA ALLO STUDIO DEL SOLFEGGIO (Dalcroze da: “Il Ritmo, la musica e
l’educazione”) §
Contrazione e rilassamento dei muscoli del collo e dei muscoli
respiratori. Ginnastica respiratoria
ritmata. Studio dei diversi modi di attacco del suono e di enunciazione delle
consonanti; movimento opposto delle braccia, delle spalle e del diaframma.
Combinazione dell’attacco vocale col corrispondente attacco alla marcia.
Distinzione delle diverse sfumature d’intensità del suono. Rapporto tra la
respirazione e l’emissione vocale. Studio dei registri. §
Divisione
e accentuazione metrica. Differenziazione delle misure mediante
l’accentuazione vocale e labiale. Attacco del suono, ad un momento dato, a, o
senza comando. Sostituzione rapida di un movimento corporeo con l’attacco di
un suono, di una consonante, di una vocale. §
Memorizzazione
metrica. Al comando hop dell’insegnante, l’allievo attacca
una serie di suoni regolarmente misurati ed accentuati; memorizza il loro numero
e la loro accentuazione e li ripete. §
Riconoscimento
rapido della misura tramite la vista e l’udito. Studio dei simboli musicali
(del pentagramma e delle chiavi), realizzazione metrica, attraverso movimenti
respiratori o suoni vocali, di una serie di note misurate e scritte alla
lavagna, o cantate dall’insegnante. §
Percezione
dell’altezza dei suoni cantati tramite il “senso muscolare”. Il ragazzo impara a discernere i suoni vocali
attraverso la sensazione prodotta dai vari gradi di tensione delle corde vocali
e a seconda della localizzazione delle vibrazioni sonore. La sua mano,
appoggiata sul petto, sul collo, sulla mascella, sul naso, sulla fronte, gli
permette, grazie ai vari modi di risonanza delle vibrazioni, di controllare
l’altezza delle note emesse. Studio dei rapporti tra l’intensità e
l’altezza del suono. Studio delle tonalità maggiori e minori. Individuazione
ed imitazione delle note scelte nella scala. Modi diversi di ritmare una serie
di note. Lettura delle melodie. §
Applicazione
alla voce degli esercizi di controllo dei tempi di reazione. A comando, si sostituisce, in un ritmo, la voce ai
movimenti corporei e viceversa. Accentuazione e punteggiatura spontanea ad un
gesto dell’insegnante. Fermata improvvisa e ripresa del canto ad un altro
gesto. §
Esercizi
di concentrazione. Sviluppo delle capacità di sentire i suoni interiormente. Il ragazzo canta una melodia o una scala. Al segnale
hop smette di cantare e continua la melodia o la scala mentalmente. Percezione
uditiva dei suoni armonici. Distinzione del timbro di una voce in un gruppo di
altre voci che cantano o parlano. §
Associazione
dei movimenti corporei ininterrotti con suoni vocali tenuti. Loro combinazione
con movimenti interrotti. §
Esercizi
per l’acquisizione degli automatismi vocali e loro combinazione ed alternanza
con risposte vocali immediate. Il ragazzo canta una scala secondo un certo ritmo. Al
segnale hop continua la scala con
un altro ritmo. Oppure, dopo aver cantato una serie di terze, quarte, ecc, a
comando, canta un altro intervallo. O ancora, cantando la scala, a un gesto
dell’insegnante salta una o più note, ecc. §
Applicazione
degli esercizi di ritmica alle esecuzioni vocali. Imitazione a canone, misura dopo misura, di una
melodia cantata dall’insegnante. Studio delle pause. §
Esercizi
di dissociazione. L’allievo canta in ff mentre il corpo esegue
movimenti in pp. L’allievo canta in pp mentre il corpo esegue
movimenti in ff. L’allievo canta in crescendo mentre il corpo esegue
movimenti in diminuendo. Contrario L’allievo canta in ff mentre un ragazzo esegue
movimenti in crescendo e un altro in diminuendo. Contrario L’allievo canta in crescendo-diminuendo mentre un
ragazzo esegue un ff e l’altro pp. L’allievo canta 3 note mentre le braccia o i piedi
eseguono 2, 4 o 5 movimenti e viceversa. §
Studio
delle pause e del fraseggio. Anacrusi. Pause riempite dal canto continuato
interiormente. Periodi e frasi. Legge dei contrasti e delle opposizioni. Doppie
frasi. §
Doppia
e tripla velocità e lentezza dei movimenti. L’allievo che canta una melodia deve, al segnale
hop, eseguire la doppia velocità e lentezza di una misura (o di un tempo). Le
braccia che battono la misura continuano a muoversi secondo il tempo iniziale.
Combinazione ed opposizione della doppia o tripla velocità o lentezza dei suoni
con quella delle membra. §
Poliritmia
e contrappunto plastico. Mentre cammina, l’allievo canta, di un ritmo,
soltanto la seconda metà di ogni valore di durata, o viceversa. Egli imparerà
a cantare una melodia mentre sta eseguendo un altro ritmo con i movimenti del
corpo. Imparerà ad eseguire un canone cantando la prima voce, battendo con le
mani la seconda ( e camminando la terza). Ascolterà una poliritmia e canterà
prima la parte superiore poi quella
inferiore. Ascolterà una successione di accordi e ripeterà, una dopo
l’altra, ogni linea vocale degli accordi. §
Accentuazione
dinamica – sfumature dinamiche ed agogiche (l’espressione musicale). L’allievo impara ad accentuare le note importanti
dei ritmi, ad accelerare ed a rallentare, ad eseguire dei crescendo e dei
diminuendo, prima istintivamente poi analizzandoli. Studio dei rapporti tra
l’altezza e l’accentuazione dei suoni. §
Esercizi
di scrittura delle melodie, delle polifonie e delle successioni armoniche. §
Esercizi
di improvvisazione vocale. L’allievo canta una melodia su un ritmo dato ed
improvvisa dei ritmi su una successione di note di durata uguale. §
Direzione
dei ritmi. L’allievo memorizza una melodia e la dirige davanti
ad un gruppo di allievi che la interpretano seguendo le sue indicazioni. Idem
per le melodie a più voci La didattica con lo strumentario
Orff L’impostazione didattica di Carl Orff si collega fin
dagli anni 20 a quella di Dalcroze di cui condivideva l’approccio
ritmico-motorio. Essa si presenta come criterio pedagogico generale
applicato all’ educazione musicale di base e mira a inserire la materia in una
moderna educazione generale in maniera organica e priva di rigidi schematismi.
(G. Piazza) L’idea della metodologia orffiana è di sviluppare subito
nell’alunno le capacità creative e di invenzione tese alla realizzazione di
un evento musicale semplice ma completo, di sviluppare sin dal primo momento le
capacità costruttivo-musicali: inventare una melodia, accompagnarla,
improvvisare utilizzando materiali estemporanei o scelti nell’ambito di
riserve sonore precise, ecc. Il concetto di Orff è quello di musica semplice, elementare ma
compiuta, “primordiale, affine alle origini” “Musica elementare non è mai musica sola, essa è collegata a
movimento, danza e parola, è una musica che ciascuno si fa da sé, nella quale
si è implicati non come ascoltatori, ma come co-esecutori. Essa è pre-intellettuale, non conosce grandi forme né architettonica,
produce ostinati, piccole forme ripetitive e di rondò. Musica elementare, è
terrestre, innata, corporea, è musica che chiunque può apprendere e insegnare,
è adeguata al bambino.” (Orff) Esempio 1 di laboratorio con lo
strumentario Orff: Animazione finalizzata all'esecuzione di brani
estemporanei composti al momento dai ragazzi e diretti a turno dagli stessi. Strumenti -
frusta -
nacchere -
cassettina -
cilindretti -
legnetti - blocks
cinesi -
guiro -
marachas -
piattini -
sistri -
triangoli -
campanacci -
piatto sospeso -
xilofoni -
tamburelli baschi -
bongos -
tumbas -
rullante o tamburo -
timpano -
tam tam -
grancassa SVOLGIMENTO
DEL LABORATORIO Il laboratorio si apre con i ragazzi in cerchio
insieme all'insegnante che chiede loro di presentarsi invitando ciascuno ad
esprimere una preferenza verso uno strumento. L’insegnante invita ogni ragazzo a far
"vivere" il proprio strumento senza fornire alcuna indicazione ritmica
(esplorazione). I ragazzi sono invitati a suonare contemporaneamente
ad un comando (ogni alunno può suonare liberamente purché rispetti i comandi). Terminato il giro l’insegnante dà un saggio di
direzione estemporanea di un brano con interventi a chiamata. Ogni ragazzo a turno esegue una
direzione-composizione estemporanea. Il direttore di turno realizzerà piccoli gruppi
timbrici a cui si assegnerà un numero. Il direttore di turno esegue una composizione
estemporanea utilizzando sia strumenti solisti, sia i piccoli gruppi appena
formati. L’insegnante propone la lettura di una partitura
scritta dallo stesso sul momento con l'utilizzo della simbologia non
convenzionale suggerita anche dai ragazzi. Es:
1
Dove le linee indicano suono tenuto e i cerchi (o
punti) indicano suono breve. La partitura si scorre con una bacchetta verticale,
gli strumenti intervengono ogni qualvolta la bacchetta entra nell'area
delimitata dal simbolo. La partitura si può arricchire di simboli dinamici
(anche in questo caso chiedere la collaborazione dei ragazzi). Es:
2
Dove lo spessore delle linee o la larghezza dei
cerchi corrispondono alla dinamica del suono. L’insegnante invita i ragazzi a comporre, un brano
utilizzando i simboli appena conosciuti e alla direzione di esso usando la
bacchetta verticale che scorre la pagina. Esempio
2 di laboratorio con lo strumentario Orff: strumenti: glockenspiel, xilophoni,
tamburo. SVOLGIMENTO DEL LABORATORIO Ad ogni strumento (o gruppo di strumenti) si affida una
riserva sonora. Ogni alunno deve cercare di mantenere inalterata la riserva sonora senza
farsi condizionare dagli altri. Un piccolo gruppo di ragazzi (a turno) viene invitato ad ascoltare il
risultato dall’esterno. Si verbalizza l’esperienza che gli ascoltatori ne hanno tratto. Si ripete l’esperienza arricchendo l’esecuzione con componenti
dinamiche e ritmiche via via più complesse. Si invitano gli alunni a turno svolgere il ruolo di direttore. Esempio 1 di laboratorio con gli
strumenti dell’orientamento musicale in collaborazione con il docente di
lettere: Sonorizzazione di un testo: Si prende spunto da un testo qualsiasi (una poesia, un
racconto o una storia anche inventata dai ragazzi). Si analizza il testo e si scelgono i momenti più adatti
ad essere musicati, quindi si sceglie, con i ragazzi, il tipo di suono, di
ritmo, di riserva sonora, che si intende utilizzare e si procede alle fasi di
assemblaggio dei vari momenti che costituiscono il brano. I ragazzi saranno liberi di esplorare i propri strumenti
per ricavarne delle sonorità che più si adeguino alle caratteristiche del
testo via via esaminate. Lo svolgimento sarà alternato da momenti musicali e
recitativi (testo recitato da un ragazzo scelto nel gruppo) e momenti musicali
sovrapposti alle parti recitate. Quindi si procede ad un’esecuzione integrale. Esempio 2 di laboratorio con gli
strumenti dell’orientamento musicale in collaborazione con il docente di
educazione fisica: Si organizza una semplice coreografia e sopra di essa si
imbastisce un accompagnamento musicale. I vari momenti, durante il lavoro, saranno alternati da fasi
improvvisative e da fasi strutturate. Anche in questo laboratorio, i ragazzi saranno liberi di
esplorare i propri strumenti per ricavarne delle sonorità che più si adeguino
alle caratteristiche dei movimenti e delle figure create dal gruppo. Prodotto: Saggio di strumenti a percussione. Esecuzione di un brano strutturato su un testo poetico con gli strumenti
a percussione e dell’orientamento musicale. Esecuzione di un brano strutturato su una coreografia con gli strumenti
a percussione e dell’orientamento musicale. Composizione di un brano poliritmico per strumenti a percussione. Tempi previsti:
ore 36 (circa)
e
e e
e e
e e
e e
e
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Si distribuiscono i glockenspiel e gli xilophoni e un tamburo.